Recensione del libro: “ L’approccio multimodale nella riabilitazione psichiatrica”
A cura di: Carlo di Berardino
Edizioni. McGraw-Hill
Numero pagine: 289
Costo: 24,00 €

 

(Oggigiorno l’approccio multidisciplinare nella cura e nella prevenzione delle sindromi cosiddette   “gravi” in psichiatria inizia ad essere sempre più presente. Un tempo si pensava che certe “malattie” mentali fossero incurabili, perché determinate solo geneticamente, poi si è passati a ritenere che la cura elettiva fosse possibile solo intervenendo sulla biologia dell’organismo.
Gli anni passati hanno visto il susseguirsi di molteplici teorie che ritenevano di poter intervenire in modo unico sulle patologie psichiatriche, come la schizofrenia. I risultati raccolti hanno però dimostrato che non può esistere un unico approccio per curare un disagio che invece proviene da più fattori: predisposizione genetica, vulnerabilità biologica, attaccamento, educazione, cultura ed esperienze di vita possono combinarsi in infiniti modi fino a creare una individuale sofferenza che spesso costringe le persone ad esulare dalle convenzioni sociali e ritrovarsi in un mondo “diverso” dove potersi rifugiare.)

L’accento posto dagli autori di questo libro sull’approccio olistico ben dimostra come oggigiorno questa sia forse l’unica via disponibile per alleviare sofferenze un tempo considerate inguaribili da una buona parte del mondo accademico che si occupava di psicologia e psichiatria.

In un primo capitolo vengono descritte quelle che oggi si pensa potrebbero essere le cause che confluiscono nel creare disturbi quali la schizofrenia: fattori biologici, educativi e sociali possono contribuire ad un certa “vulnerabilità” individuale che si trova poi ad interagire con l’ambiente.
Altrettanto importanti sono i contributi sottolineati a riguardo della centralità delle emozioni e dell’intelligenza emotiva nel determinare il modo in cui un individuo affronta il proprio contesto relazionale; una rapida carrellata di cosa sono i sistemi motivazionali, di come interagiscano secondo gli schemi emotivo-cognitivi sviluppatisi da essi e di come si sviluppano le teorie della mente completano la parte introduttiva del libro.

Chiarita l’importanza di un approccio multimodale per la riabilitazione nella schizofrenia l’autore ci presenta l’interessante lavoro svolto presso l’unità operativa psichiatrica del DSM di Pescara.
Il programma riabilitativo individualizzato che ci viene presentato consiste in una serie di approcci
a cui sono stati sottoposti alcuni utenti del servizio.
Gruppi di social skill training vengono associati a sessioni di meditazione, training autogeno e yoga, si aggiungono esercizi di comunicazione non verbale, di assertività, consapevolezza emotiva, laboratori espressivi, psicoterapie per la ristrutturazione cognitiva e farmacoterapia.
Ogni gruppo tenuto ha la finalità di riabilitare gli utenti a specifiche competenze che sono necessarie per un inserimento sociale e lavorativo.
Secondo i dati raccolti dal servizio un approccio di questo tipo aumenta notevolmente la possibilità di reinserimento dei soggetti, che una volta riacquisita una certa autonomia sociale ed una serie di competenze personali dimostrano un graduale miglioramento sintomatico (dati raccolti somministrando la scala VADO prima e dopo l’intervento riabilitativo multimodale).
A questa serie di interventi si aggiunge anche l’utilizzo della storia di vita e del training narrativo ai fini di sviluppare nei soggetti una maggiore autoconsapevolezza ed una migliore percezione del sé, attraverso il racconto emotivo. Inoltre vengono anche proposti interventi sulle memorie traumatiche attraverso tecniche come l’EMDR.
Viene chiaramente dimostrato come molteplici approcci usati contemporaneamente possano di gran lunga avere effetti positivi in un tempo relativamente contenuto su soggetti con anche gravi disturbi psichiatrici ed al limite della sopravvivenza sociale.
I dati proposti pur essendo ancora limitati ad un numero piccolo di soggetti sono certamente incoraggianti e testimoniano quanto la direzione intrapresa sia al momento quella più funzionale nella riabilitazione psichiatrica oggi.

Importantissimo anche il capitolo riguardante l’assessment in psichiatria dove, attraverso un parallelo tra diagnosi dimensionale e diagnosi categoriale, l’autore ci spiega come sia importante oggi non classificare le patologie, ma poterle vedere sotto un altro punto di vista che è quello dell’assessment, come periodo di raccolta di dati e di conoscenza, utile ai fini di una buona programmazione di intervento sul disagio grave.

Il libro prosegue poi con altre testimonianze concrete di lavori sul campo in cui ad esempio vengono dimostrati attraverso ricerche e raccolte di dati come sia anche importante un buon progetto di prevenzione sempre ai fini di diminuire l’incidenza e la gravità prognostica delle psicosi nel territorio.
Centrale rimane il concetto di approccio multidisciplinare, sia per quanto concerne la riabilitazione, sia per la prevenzione. A scopi esemplificativi viene presentato il “programma 2000” progetto di prevenzione attuato sul territorio milanese tramite l’Azienda Ospedaliera Niguarda.
L’intervento preventivo o riabilitativo al momento della comparsa dei sintomi prodromici, dove e quando possibile, sembra avere notevoli risultati se affrontato nell’ottica della multimodalità e dell’intensità dei trattamenti.
Gli ultimi capitoli del libro si concentrano su alcuni temi centrali nel problema schizofrenia: il bisogno ad esempio di lavorare sulle famiglie e la conseguente introduzione di alternativi ed utili modelli terapeutici di tipo psicoeducativo, l’orientamento al lavoro e l’inserimento integrato per favorire lo sviluppo di un senso completo ed efficace di sé e per concludere la compliance farmacoterapica.

In sintesi questo volume espone una utilissima carrellata su quelli che oggi sono gli approcci possibili nella riabilitazione psichiatrica e di come la buona convivenza ed integrazione di questi approcci possa favorire la guarigione in soggetti altamente sofferenti.
Consiglierei la lettura a tutti gli operatori del settore che intendano intervenire sapendo quali competenze ci possono offrire le diverse formazioni disponibili al momento e di come possano essere utilizzate per migliorare le cure che determinati pazienti “difficili” ci domandano.

 

Recensione a cura di: Dott. Pontificale Marco
Psicologo Clinico e Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale