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Il training autogeno, disciplina e cura moderna

Stress, ansia, paure incontrollate: spesso si sente parlare in questi termini, spesso molti di noi ne soffrono. La società moderna ci porta ad uno stile di vita sempre più attivo, più frenetico e competitivo, causando a volte disagio e sofferenza in persone che hanno semplicemente meno strumenti naturali finalizzati a proteggerle da questo bombardamento emotivo continuo.

Per controllare le proprie reazioni fisiologiche, derivanti da particolari situazioni di conflitto psicologico, in oriente vengono praticate diverse discipline come lo Yoga e lo zen. Queste, che coinvolgono l’individuo in maniera totale, sono dei veri e propri modelli di vita sociale e spirituale. Il Training Autogeno, invece, maturato ai primi del ‘900 dagli studi sull’ipnosi di Bernheim e Charcot in Francia ed elaborato dallo psichiatra tedesco J. Schultz intorno agli anni ’30, partendo proprio da quelle discipline orientali, è essenzialmente una tecnica di rilassamento, utile anche per curare i disturbi organici e psichici.
L’obiettivo di Schultz era quello di rendere il paziente meno vincolato alla dipendenza dal terapeuta e divenire lui stesso autore del proprio cambiamento e del proprio benessere. Il termine Autogeno vuole mettere in risalto come le modificazioni psichiche e somatiche vengono provocate autonomamente dal praticante, adattando il metodo alle proprie esigenze.

In generale la pratica del Training Autogeno influenza varie funzioni dipendenti dal Sistema Nervoso Vegetativo quali la respirazione, la circolazione del sangue ed il metabolismo. Inoltre consente di mutare il tono dell’umore ed attenuare gli stati emotivi e l’ansia, portando ad un sempre maggiore grado di distensione, benessere ed equilibrio psicosomatico. Permette, infatti, di combattere lo stress, le tensioni muscolari e psichiche, la mancanza di energia, l’ansia e le sue somatizzazioni organiche.
La percezione di emozioni difficilmente controllabili quali rabbia, paura, aggressività e ansia, comportano l’attivazione di una parte del sistema nervoso detta “simpatico”, che controlla la tensione a livello muscolare, la pressione arteriosa, i battiti cardiaci, la digestione, ecc.
La percezione di queste modificazioni fisiologiche aumenta l’intensità dell’emozione di partenza, rendendo quindi rabbia, paura ed ansia ancora più forti e dando maggiormente la sensazione di incontrollabilità.

Le tecniche di Training Autogeno agiscono all’interno di questo particolare “circolo vizioso”. Inducendo uno stato di rilassamento muscolare, aumentando e regolando l’ossigenazione, diminuendo le pulsazioni, l’incremento delle emozioni percepite (meccanismo detto a “feedback”) viene bloccato e l’individuo può tornare ad uno stato di quiete.
Tali tecniche, insegnate inizialmente da Terapeuti e poi portate avanti autonomamente, includono il rilassamento progressivo di singoli distretti muscolari, il controllo della respirazione e lo spostamento dell’attenzione su se stessi, lasciando fuori i fattori stressanti della vita quotidiana. Oggi esistono molte tecniche di rilassamento che spesso vengono annoverate sotto il nome di Training Autogeno; la diversità delle tecniche di rilassamento è dovuta alle diversità delle risposte umane agli stimoli e alle proprie emozioni. Ogni tecnica ha una sua storia e una sua particolare modalità di apprendimento, caratteristica che la rende più efficace per alcuni individui e per alcuni tipi di disagio psicofisico piuttosto che per altri.
Per mezzo del Training Autogeno si può raggiungere un’armonia interiore e realizzare la propria persona utilizzando al meglio le circostanze della vita.
Nello Sport è un ottimo ausilio per contrastare l’ansia e la tensione preagonistica. Specialmente se utilizzato con particolari sollecitazioni assertive può arricchire la personalità dell’atleta rendendolo più consapevole delle proprie potenzialità.

Con il Training Autogeno Schultz definì un metodo di autodistensione attraverso la concentrazione mentale, che consente di modificare tensioni sia psichiche che corporee. Il Training Autogeno è un allenamento che si genera da sé, sebbene serva la guida di un operatore esperto; permette di raggiungere in poco tempo la capacità di provare relax, calma e benessere; di generare un più profondo e rapido recupero di energie; di favorire l’autoinduzione della calma, l’autoregolazione di funzioni corporee ed un miglioramento delle prestazioni: aumento della memoria, controllo dell’ansia in situazioni emotivamente impegnative (per es. gli esami, colloqui di lavoro...); di allenare ad una diminuzione della percezione del dolore; di portare ad una maggiore autodeterminazione, introspezione ed autocontrollo.

Con un limitato numero di sedute per apprendere le tecniche ed un esercizio continuo e costante, se ben praticato, il Training Autogeno può portare grossi benefici all’individuo e può offrire validi strumenti per affrontare e gestire in maniera più funzionale le difficoltà di ogni giorno.

Non esistono molte controindicazioni per questo tipo di pratica, che può essere sostenuta da chiunque a qualsiasi età. E’ anche comprovata la sua efficacia in stadi diversi della vita sebbene sia più difficoltoso nei fanciulli in quanto richiede una certa dose di autodisciplina. Il discorso cambia se parliamo di persone operate al cuore o in stati acuti di psicosi, riguardo a questo ci sono pareri discordanti ma sembra che le limitazioni possano essere superate con una conduzione vigile e professionale fino ad arrivare a procurare un beneficio anche in persone con problematiche di questo genere. E’ comunque bene sottolineare una certa cautela in soggetti con gravi disfunzioni cardiache o mentali.

Il Training Autogeno consiste essenzialmente in 6 tecniche che vengono insegnate ai singoli o a gruppi di non più di 8 persone, che vengono introdotte in modo consecutivo fino ad una ripetizione finale di un paio di volte per rendere le persone più competenti in modo da favorirne l’allenamento da soli.
8 sessioni di apprendimento sono di solito sufficienti per un intero ciclo di training che però può essere ripetuto, a discrezione del partecipante.
Il training può essere utile a tutti, ma nel caso venga usato all’interno di una psicoterapia può prevedere una durata maggiore a seconda dei singoli casi.
Alcune tecniche di rilassamento vengono usate proprio in Psicoterapia per praticare la Desensibilizzazione Sistematica, una strumento di stampo Comportamentista che è utilissimo nella cura delle Fobie specifiche.

Ricapitolando il Training Autogeno è una disciplina che può essere facilmente appresa e che è utilissima per migliorare la vita di tutti i giorni nonché per alleviare determinate sofferenze. E’ importante sottolineare però come sia necessaria una preparazione effettuata da specialisti competenti e preparati e quanto sia vitale l’allenamento continuo nel tempo per acquisire la giusta padronanza nell’uso efficace e funzionale.

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